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Le motofalciatrici Laverda rappresentano un pezzo fondamentale della storia della meccanizzazione agricola italiana. Prodotte a Breganze (Vicenza), queste macchine sono famose per la loro robustezza e per aver introdotto innovazioni che hanno facilitato il lavoro di generazioni di agricoltori.
Ecco una panoramica dei modelli principali e della loro evoluzione:
1. I Modelli Storici e Iconici
Laverda iniziò la produzione di falciatrici trainate negli anni '30, ma il vero salto avvenne con le versioni semoventi nel dopoguerra.
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Laverda MFC (e versioni I, II, III serie): Forse il modello più celebre. Era una macchina versatile, spesso equipaggiata con motori a petrolio o benzina (come i motori Condor o Lombardini). La sigla MFC stava per "Moto-Falciatrice-Carrellata".
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Laverda MF 4 / MF 4 B: Evoluzioni successive con barre falcianti di diverse misure (solitamente da 1,22 m a 1,37 m) e motori più potenti (circa 7-8 HP).
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Laverda MFS: Un modello "stretto" o specializzato, spesso utilizzato in contesti dove lo spazio di manovra era ridotto.
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Laverda Alpina: Progettata specificamente per i terreni in pendenza, dotata di soluzioni tecniche (come i cuscinetti a sfere e rulli a bagno d'olio) per resistere a sforzi prolungati.
2. Caratteristiche Tecniche Comuni
Queste macchine erano amate per la loro semplicità meccanica, che ne permetteva la riparazione direttamente sul campo:
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Trasmissione: Spesso a ingranaggi in bagno d'olio, molto resistente.
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Barra Falciante: Disponibile in versioni "fitta" o "semifitta", adattabile al tipo di foraggio da tagliare.
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Accessori: Molte motofalciatrici Laverda potevano essere trasformate in piccoli trattorini grazie all'applicazione di un carrello posteriore con sedile o potevano azionare altri attrezzi (come pompe o mole affilalame) tramite pulegge.
3. Laverda: Dalle Falciatrici alle Mietitrebbie
È importante non confondere le motofalciatrici (macchine a guida manuale o con carrellino) con le grandi mietitrebbie della serie "M", che portano nomi simili:
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Laverda M 60: La prima mietitrebbia semovente italiana (1956).
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Laverda M 100 / M 120: Macchine da raccolta di grandi dimensioni prodotte tra gli anni '60 e '70.
Come procedere per restauri o ricambi
Se possiedi una motofalciatrice Laverda e cerchi informazioni specifiche, ti consiglio di muoverti in questo modo:
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Identificazione: Cerca la targhetta metallica sul telaio o sul blocco motore. I motori erano spesso forniti da terzi (Condor Guidetti, Lombardini, Acme), quindi i ricambi del motore seguono canali diversi da quelli del telaio.
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Manuali: Esistono ancora riproduzioni dei manuali di "Uso e Manutenzione" e dei "Cataloghi Ricambi" presso l'Archivio Storico Pietro Laverda, che è la fonte più autorevole per i collezionisti.
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Mercato dell'usato: Essendo macchine indistruttibili, è facile trovare pezzi di ricambio

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